Obiettivo salvezza

Stiamo vivendo un momento molto delicato, in parte dovuto all’addio di coach Crespi ma soprattutto determinato dall’ennesima vittoria sfumata per un soffio. Sembra di vivere una maledizione: lavoriamo moltissimo e arriviamo a giocarcela sempre contro chiunque, anche avversari molto più esperti di noi, ma ogni volta c’è una serie di eventi che ci impedisce di raggiungere la vittoria. Il nostro è un cammino decisamente strano, perchè non perdiamo mai nettamente e, anzi, molto spesso usciamo dal campo avendo controllato buona parte della partita, ma alla resa dei conti c’è sempre un dettaglio che fa la differenza in senso negativo. Penso che se dovessimo elencare gli eventi che per noi hanno fatto la differenza tra vittoria e sconfitta lungo l’intero nostro cammino si farebbe davvero fatica a crederci. Basta guardare all’ultima sconfitta contro la Otto Caserta: è vero, durante il match abbiamo commesso qualche sbavatura difensiva e soprattutto siamo andati in difficoltà nella marcatura su Smith, però siamo stati altrettanto bravi a crederci e portarci in una situazione di vantaggio a pochi secondi dalla sirena finale. Anche il pubblico lo ha capito, e infatti il PalaFerraris si è gasato e ci ha gasato a ogni punto rimontato. Questa volta, però, si è messa di mezzo una decisione arbitrale che perlomeno giudicherei discutibile: eravamo due punti sopra Caserta e avevamo recuperato palla, non capisco il motivo per cui qualcuno di noi avrebbe probabilmente c’era un fallo per noi che ci avrebbe portato alla lunetta chiudendo definitivamente i conti. I liberi di Collins invece hanno poi portato al finale che tutti conosciamo. Con questo non voglio dire che la sconfitta sia stata esclusivamente determinata da questa decisione, ma non si può a mio avviso negarne il peso. Adesso abbiamo diversi giorni a disposizione per lavorare ancora di più con coach Valentini, e poi ci ritroveremo di fronte 12 partite toste, alla fine delle quali tireremo le somme della nostra prima esperienza in Serie A. Dal punto di vista personale sono piuttosto soddisfatto, con coach Valentini non solo ho ritrovato il campo, ma ho avuto addirittura la soddisfazione di partire nel quintetto titolare, giocando sette minuti. Ma a questo punto della stagione i miei interessi sono piuttosto relativi: ovvio, il mio obiettivo rimane sempre quello di farmi trovare pronto quando e come il coach vuole, ma ad oggi l’interesse superiore a cui tutti miriamo è la salvezza, obiettivo per il quale ciascuno di noi baratterebbe ogni interesse individuale.

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Riusciremo a riprendere il nostro cammino

Difficile, davvero difficile trarre sensazioni positive da una partita del genere. Rimane il rammarico, da un lato per il fatto di non essere riusciti a sfruttare i risultati negativi di Montegranaro, Teramo e soprattutto Cremona, dall’altro per aver ancora una volta portato una squadra importante a doversela sudare fino all’ultimo istante senza però riuscire a strappare i due punti. Siamo arrabbiati, questa è la quinta sconfitta consecutiva ma noi, come gruppo, siamo convinti di non aver raccolto in proporzione a quanto abbiamo lavorato. Sassari è una squadra fortissima, i cugini Diener, Hosley e Easley hanno fatto vedere grandi cose, ma noi abbiamo avuto il merito di saper reggere lungo tutta la partita. Sono stati bravi loro a impedirci di fare il nostro ritmo, abbiamo sbagliato in attacco e ci siamo fatti superare nel pick’n’roll difensivo. Loro hanno saputo fare la differenza, sfruttando queste nostre imprecisioni, dando un buon ritmo alla gara anche se il nostro obiettivo era quello di farli correre il meno possibile. Errori a canestro, distrazioni difensive e qualche palla persa, sono dettagli che squadre forti come Sassari puniscono immediatamente. A questo aggiungiamo poi la decisione arbitrale finale, quell’infrazione fischiata che sinceramente noi dalla panchina non abbiamo compreso: eravamo a pochi secondi dalla fine e con un distacco recuperabile andando a canestro, quel possesso palla avrebbe potuto fare la differenza e magari avremmo parlato di un’altra gara, un altro risultato. Non che tutto dipenda da quella decisione arbitrale, perchè come detto alla base ci sono state imprecisioni nostre che dobbiamo correggere in vista della partita di Cremona, che a questo punto diventa di fondamentale importanza sia per la classifica che per il morale. Il nostro obiettivo deve essere quello di dare ancora di più, di accumulare tutta la delusione che deriva dall’ennesima partita persa all’ultimo tiro e trasformarla in positiva carica agonistica. Se riusciremo a fare ciò, correggendo al contempo quel paio di dettagli che per adesso hanno fatto la differenza in negativo, sono sicuro che riusciremo a riprendere il nostro cammino.

L’abbiamo persa per un soffio

Una partita che ci lascia davvero l’amaro in bocca. Una gara molto tirata, bella perchè combattuta alla pari fino all’ultimo secondo, con sorpassi e controsorpassi, al punto che fino alla fine non si riusciva a capire chi ne era il padrone. Sono sincero, ad un certo punto ero convinto che saremmo riusciti a metterci in tasca i due punti, ma un paio di episodi sfavorevoli ci hanno impedito di portare a casa una vittoria meritata. Siam partiti bene, siamo stati subito precisi dalla distanza e questo ci ha permesso di imprimere alla gara il ritmo che volevamo. Un ritmo decisamente elevato, la Virtus è stata bravissima a crederci e inseguirci fino a raggiungerci, perchè penso fosse inevitabile da parte nostra un calo: gli alti e bassi, dal punto di vista dell’intensità, fanno parte delle partite di basket, purtroppo noi abbiamo pagato molto il calo tra secondo e terzo periodo, tant’è che da +2 siamo passati a -11 nell’arco di pochi minuti. Lì siamo stati bravissimi noi a riprendere in mano la partita, e a riportarla in equlibrio con un paio di giocate di Shakur. Loro fino a quel momento erano stati bravissimi a spezzare il nostro gioco cambiando tipologia di difesa, e riuscendo a metterci in difficoltà con la zona. La lotta punto a punto è stata entusiasmante, penso non solo per noi ma anche per il pubblico che come al solito ci ha sostenuto in maniera positiva. La partita, purtroppo, si è decisa negli ultimissimi secondi, nei quali non siamo riusciti a gestirci in maniera ottimale, anche se va dato il merito a Tucker di aver trovato un grandissimo canestro da tre. Quando Shakur ha sbagliato il secondo libero potevamo optare per il fallo, con conseguenti tiri liberi per Roma, oppure scegliere di concedere a loro il possesso palla, in quel momento purtroppo abbiamo commesso un errore difensivo che penso sia dovuto all’inesperienza. Adesso dobbiamo dimenticare questo episodio e guardare alla partita contro Teramo, che arriva quando siamo praticamente alla fine del girone di andata. Un momento di fondamentale importanza per noi, perchè vincere o perdere questa partita può differenziare chi deve inseguire e chi invece verrà inseguito in chiave salvezza. Loro arrivano da una vittoria incredibile contro l’Armani Jeans, quindi saranno sicuramente carichi, noi invece dobbiamo trasformare l’amarezza per il finale contro l’Acea in energia positiva ed ulteriore stimolo a fare bene. Sono sicuro che verrà fuori una bella partita. Dal punto di vista personale sono piuttosto soddisfatto della mia prestazione personale: io lavoro ogni giorno per farmi trovare pronto quando il coach ha bisogno, il mio obiettivo è quello di riuscire a mettere il mio “mattoncino” nel muro che la squadra cerca di costruire, e oggi oltre ai compiti difensivi e di contenimento sono riuscito a mettere la tripla in un momento importante della gara. Peccato, perchè non posso coniugare le buone sensazioni personali con la soddisfazione per il risultato della squadra, speriamo di rimandare l’appuntamento già mercoledi sera contro Teramo!

La foto è tratta dal sito ufficiale della Novipiù Junior Casale http://www.asjunior.com

Il derby è nostro!

Era il primo derby piemontese nella storia della Serie A, ed è finito nel migliore dei modi. E’ un buonissimo periodo per noi, siamo uniti e riusciamo a lavorare benissimo, e credo che ciò, alla fine dei conti, faccia la differenza. L’unione ed il lavoro costante permettono di approcciarci alle gare in maniera ottimale, sia dal punto di vista fisico che psicologico, e ad oggi entrambi questi aspetti sono migliorati. E vincere partite di questo tipo non fa altro che aggiungere ulteriori tasselli alla nostra crescita. Una crescita che è stata notevolmente agevolata dall’arrivo di un giocatore come Shakur: senza voler minimamente togliere alcun merito agli altri compagni e anche ammettendo che non sia lui a vincere da solo le partite, non si può negare che avere nel roster un giocatore di questo livello ci dia un aiuto di fondamentale importanza. A partire dal suo debutto ad Avellino, che caso vuole ha coinciso con la nostra prima vittoria in campionato, Mustafa non si è mai fermato ed è stato sempre decisivo, sia in termini di punti che di assist o palle recuperate. E contro Biella non ha deluso le aspettative, nel senso che è stato lui a permetterci di sbloccare definitivamente a nostro favore la gara: siamo partiti fortissimo, ormai è una sorta di nostro marchio di fabbrica, poi è chiaro che quando affronti squadre di livello cosi alto un po’ bisogna concedere, ed infatti abbiamo pagato un paio di cali tra il secondo ed il terzo quarto. Del resto, Biella è una squadra completa, considerando che contro di noi mancava un giocatore come Soragna: giocatori di questo livello non perdonano nulla e non ti permettono di fiatare, e da 14 punti di vantaggio siamo tornati in parità. In quel momento la gara era assolutamente in equilibrio, e bastava poco per indirizzarla da una parte  o dall’altra. Ecco, in quel momento delicatissimo noi abbiamo avuto un’arma in più, motivo per cui ritengo Shakur in assoluto l’uomo di questa partita. E’ stata a dir poco eccezionale, e al tempo stesso decisiva, la risposta del pubblico: il palazzetto era gremito in ogni ordine di posto, sembrava addirittura più caloro del solito, forse anche per la presenza di un’altra tifoseria molto appassionata come quella di Biella. Può sembrare scontato, ma avere cosi tanta gente che ti circonda della propria passione e del proprio entusiasmo ti dà una carica in più, ti motiva a dare tutto. Per questo un ringraziamento particolare va alla nostra città, che ha risposto come meglio non poteva: è bellissimo, alla fine della partita, fare il giro del palazzetto per battere il cinque, è il nostro modo per ringraziare chi crede in noi. Ora ci aspetta una gara molto difficile, contro una Virtus Bologna che non ha mai perso in casa e che vanta una grandissima tradizione. Le ultime gare ci hanno fatto capire di potercela giocare contro chiunque, ed è con questo spirito che andremo alla Unipol Arena.

L’impresa Cantù

Una grande, grandissima emozione. E’ una vittoria importantissima per noi, per il passo in avanti in classifica ma ancor di più perchè siamo riusciti a mettere in campo ogni particolare sul quale ci siamo preparati in allenamento. In questo senso, penso che la sosta sia stata un toccasana per noi: arrivavamo da una partita faticosa dal punto di vista psico-fisico con Venezia, ed il turno di riposo ci ha permesso di recuperare energie e soprattutto tempo per studiare ogni dettaglio dei nostri avversari e, dunque, preparare al meglio una sfida che si preannunciava difficilissima. In settimana abbiamo lavorato veramente tanto sulla preparazione di questa partita, su ogni dettaglio, ed il fatto di essere riusciti a mettere in tasca due punti ci riempie di orgoglio. Il valore dell’avversario era incredibilmente alto, stiamo parlando di una squadra che fa parte della top 16 in Europa, che è partita per essere competitiva in Italia in ottica titolo, e che dispone di elementi importanti come Basile o Marconato, insomma un punto di riferimento per il movimento cestistico italiano. Abbiamo instradato la partita sui nostri binari, partendo come al nostro solito fortissimo e, forse, sorprendendoli proprio dal punto di vista della intensità di gioco. Siamo partiti bene, aggressivi al punto giusto, volevamo dare questa impronta alla gara. E siamo stati premiati con un buonissimo vantaggio alla fine del primo periodo. Nei due periodi successivi abbiamo perso un po’ di smalto, ma penso anche che la rimonta di Cantù sia soprattutto derivata dal valore degli avversari: quando giochi contro squadre di questo livello, come ad esempio ci è già accaduto al PalaFerraris contro Milano, è assolutamente normale subire il valore tecnico dell’avversario. Loro, in particolare, hanno dimostrato di avere dei singoli in grado di prendere in mano le redini della squadra e trascinarla alla vittoria, basti pensare a Mazzarino che con tre giocate ha praticamente rimesso il confronto in parità.
Contro giocatori di questo tipo è veramente difficile trovare le giuste misure, e se non riesci a farlo in fretta ti puniscono in men che non si dica: perdere un pallone significa mancare due punti ma automaticamente concederne almeno altri due all’avversario, e quindi ogni palla persa vale praticamente doppio. Siamo stati grandiosi nel finale di gara, abbiamo ritrovato l’aggressività di inizio gara e loro sono un po’ calati dove noi avevamo il nostro punto forte, ossia l’intensità. Abbiamo gestito benissimo gli ultimi 5′ di gara, e questo forse è il nostro più grande passo in avanti nel processo di maturazione. A livello personale, poi, devo dire di essere soddisfatto. E’ vero, non ho segnato e nemmeno sono andato spesso al tiro, ma i miei compiti erano più che altro di marca difensiva: da questo punto di vista, dovevo farmi trovare pronto fisicamente, aggressivo a livello difensivo, e proprio per questo sento di aver dato il mio contributo facendo, al tempo stesso, un passo in avanti nella mia maturazione. Ognuno di noi doveva mettere il proprio mattoncino per costruire il nostro muro, ed io sento di aver messo il mio come hanno fatto tutti gli altri, motivo per cui ritengo che questa vittoria non solo ci dia un bel carico di autostima ma ci abbia anche aiutato a fare un salto in avanti nella maturazione del gruppo. Ora ci aspetta una serie di gare toste, ma con un atteggiamento di questo tipo di sicuro non ci faremo trovare impreparati.

Che goduria vincere al PalaFerraris!

Abbiamo giocato una grandissima partita, ricca di suspence fino agli ultimissimi istanti, e lo abbiamo fatto da grandissima squadra. La differenza tra la Junior e Montegranaro è stata principalmente nei secondi tiri: è vero, abbiamo peccato un po’ di imprecisione, ma l’aggressività che siamo riusciti a mettere su ogni rimbalzo e in ogni zona calda del campo alla fine ci ha premiati. Siamo partiti fortissimi, come spesso accade da inizio stagione, e credo sia stato fondamentale il gap che siamo riusciti a costruire nei primi due periodi. Un gap che a un certo punto, con quel + 19, sembrava enorme, e alla fine anche alla luce del buonissimo basket che abbiamo fatto vedere per almeno trequarti di gara il divario avrebbe potuto e dovuto essere più ampio, nonostante vada riconosciuto ogni merito alla Sutor per averci creduto fino all’ultimo secondo, riuscendo a colmare quasi l’intero svantaggio. A mio avviso abbiamo fatto un bel passo in avanti in classifica, ma quel che ancor di più conta è il salto in avanti che siamo riusciti a fare sotto il profilo della gestione fisica e soprattutto mentale del match: è vero, abbiamo costruito tanto e quasi dilapidato tutto,ma proprio nel momento più difficile, quando Montegranaro ci stava raggiungendo a pochi istanti dalla fine, abbiamo gestito la situazione come meglio non si poteva, ed in questo voglio leggerci un importantissimo step nel nostro processo di maturazione. Inoltre è evidente la differenza tra la vittoria di Avellino e quella contro Montegranaro: una settimana fa, senza nulla togliere a tutti i miei compagni, ci siamo letteralmente fatti trascinare dal talento di Shakur, mentre contro la Sutor è stata una vera e propria vittoria del gruppo, dato che ognuno ha dato il suo fondamentale apporto. Sono contento ovviamente per Chiotti, che migliora di partita in partita, e Martinoni, che ha debuttato alla grande nonostante i pochissimi allenamenti con il gruppo. Non era per niente facile per lui, ma io che lo conosco da tempo avendo giocato con lui nelle nazionali minori sapevo che sarebbe riuscito a resistere all’impatto con la sua nuova realtà e a dare quindi il suo contributo. Ma un pensiero va ovviamente anche a Temple, che è tornato ad essere decisivo prendendo in mano le sorti del match nel finale: sua la tripla del +6, sua la palla recuperata a pochi secondi dalla fine e suoi i due liberi che ci hanno dato la definitiva tranquillità. E’ certamente un passo importantissimo nella nostra maturazione come squadra e gruppo, e in questo processo di maturazione non si può non ringraziare un PalaFerraris che ancora una volta ha dimostrato di esserci vicino come non mai: era da tempo che non facevamo il giro del palazzetto per ringraziare, se possibile, ogni persona che è venuta a sostenerci e questa sinergia che si è creata tra noi e la città potrà certamente essere un’importantissima arma a nostro favore. Volevamo arrivare alla trasferta di Treviso nelle migliori condizioni possibili e ci siamo riusciti, con una classifica che finalmente ci rende un po’ di giustizia. Ora ci attende una gara che si preannuncia difficile, ma ormai siamo abituati a giocare e pensare partita per partita, motivo per cui non ci poniamo dei limiti.

La prima vittoria in A!

Una grande, grandissima emozione. E finalmente il giusto premio per tutto quello che abbiamo dato in campo fino ad oggi. Prima o poi doveva arrivare la vittoria, non poteva essere altrimenti viste le ottime prestazioni, soprattutto le ultime contro Milano e Treviso. La vittoria, la prima di una (si spera) lunga serie, ottenuta contro un avversario che partiva strafavorito e che si è confermato di primissimo livello, motivo per cui mi sento di dire che la nostra prestazione vale qualcosa in più della pura vittoria: Avellino ha giocatori davvero eccezionali, basti pensare ai nostri ex Dean e Slay: il primo ha trascinato i suoi permettendo alla propria squadra di risponderci colpo su colpo, e lo dico con un po’ di rammarico visto che quando sono entrato ero io ad avere il compito preciso di limitarlo quanto più possibile; il secondo ha dimostrato di saper incendiare la partita con autentiche fiammate, confermandosi giocatore di altissimo profilo. E questo deve essere anche un vanto per noi, perchè è segno che a Casale si può crescere moltissimo come cestista. Anche io sento che sto notevolmente crescendo come giocatore, e anche in partite che dal punto di vista personale non vanno benissimo come quella di Avellino cerco sempre di trarre gli elementi positivi, come ad esempio il fatto di aver imparato sul campo trucchi del mestiere che mi torneranno utili già dalla prossima partita. Come detto, loro sono stati grandi, ma noi siamo stati semplicemente fantastici: non è bello parlare dei singoli, anche perchè sono convinto che questa sia la vittoria di un gruppo, ma non c’è dubbio che il primo nome a venirmi in mente è quello di Shakur: arrivava con pochissimi allenamenti fatti con il gruppo, eppure in diversi tratti della partita è stato il giocatore che ci ha tenuti a galla, permettendoci di replicare ad Avellino senza mai cedere di un passo. Ha fatto delle giocate sensazionali, ed è stato capace di trasmettere entusiasmo a tutta la squadra. Poi, chiaramente, non vanno dimenticati gli altri, come ad esempio Stevic che ha fatto un altro grande passo verso l’integrazione nei meccanismi della squadra, oppure Nnamaka, che non ha segnato tanto come Shakur o Chiotti ma ha messo due bombe dall’angolo in un momento delicatissimo del match. Un match che abbiamo vinto negli ultimi 5 minuti, che abbiamo terminato in crescendo, in controtendenza rispetto ad alcune gare del nostro inizio di campionato, e questo è un altro aspetto enormemente positivo, che ci ha gasato al punto giusto in vista delle prossime sfide. Adesso la nostra mente dovrà progressivamente sintonizzarsi sulla partita contro Montegranaro: già mi immagino un PalaFerraris stracolmo, magari anche più del solito visto che da un lato ci sarà la voglia di festeggiare con noi la prima storica vittoria, e, dall’altro, quella di domenica sarà una partita chiave. Non c’è un momento giusto per vincere, non esiste un calendario favorevole di per sè, perchè tutto dipende sempre dalla capacità di ragionare di partita in partita, ma non posso nascondere che la sfida contro Montegranaro arriva nel momento ideale: noi in crescita e gasatissimi per la vittoria, loro in un momento di difficoltà anche per il fatto di dover assimilare la filosofia del nuovo allenatore, nel momento in cui prevalere significherebbe prendersi un vantaggio in classifica che, è scontato dirlo, fa davvero gola.